EVENTI

CONVEGNI E SEMINARI

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3 15/12/2017 2007 - 2017 Centro DIFF: I dieci anni della istituzione del Centro Universitario Interdipartimentale Venerdì 15 dicembre 2017 alle 20:30 nell'Aula Magna di Ingegneria in via Branze 38, in occasione dei dieci anni della istituzione del Centro Interdipartimentale D.I.F.F. "Documentazione, Informazione e Formazione sul Farmaco" si terrà una manifestazione in cui il Prof. Maurizio Memo, Direttore Scientifico del Centro, illustrerà le attività svolte e i progetti futuri.A chiusura dell'intervento, in occasione del XV anniversario della nascita del Coro della Farmacologia si esibirà il Farmachorus con lo spettacolo MusicalMente.https://www.unibs.it/eventi/2007-2017-centro-diff-e-spettacolo-musicalmente Allegato
4 14/09/2017 La Cartella di Augusta Settembre è il mese in cui, in tutto il mondo, si celebra la malattia di Alzheimer. La ricorrenza di quest’anno si caratterizza sul tema "Remember me", messaggio di speranza che vuole evidenziare e sottolineare l′impatto della malattia nella nostra Società.Giovedì 14 settembre 2017 alle ore 18.00, nell’Aula Magna di Ingegneria in via Branze 38, andrà in scena “La cartella di Augusta” un insolito momento di riflessione su questa dilagante malattia: la rappresentazione teatrale della storia clinica di Augusta Deter, la prima paziente a cui Alois Alzheimer diagnosticò la malattia che oggi porta il suo nome.L′opera si basa sul testo di Konrad e Ulrike Maurer. L′autore, direttore della clinica psichiatrica dell’Università di Francoforte, ha il merito di aver cercato negli archivi ed essere riuscito a riportare alla luce la cartella clinica di Augusta Deter, dove sono contenute tutte le informazioni mediche del primo caso di demenza presenile della storia della Medicina.Il Prof. Maurizio Memo ha tradotto e adattato alla messa in scena il testo e Luciano Bertoli ha curato la regia. Sul palco, oltre al regista, gli attori Gabriella Tanfoglio e Gabriele Regoni, gli studenti del gruppo teatrale universitario Martina Ottoni, Martina Pellegrini, Mattia Zappa, e il musicista Giacomo Cattalini. Apre lo spettacolo Stefano Govoni, Professore di Farmacologia dell’Università di Pavia, che ragiona e conversa sulla diagnosi e sulla terapia della malattia.L’ingresso è libero e aperto a tutta la cittadinanza Allegato
5 06/06/2015 Il dolore neuropatico: back to the future Brescia, 06 giugno 2015 dalle ore 8,30 Ordine dei Medici della Provincia di Brescia, Sala Convegni Via Lamarmora 167, 25124 Brescia Il dolore neuropatico è un dolore cronico provocato dal fatto che per diversi motivi le fibre nervose trasmettono ai centri del dolore, posti nel cervello, segnali errati. Questa disfunzione dell’attività neurologica provoca quindi sensazioni dolorose anche in assenza di un danno reale.Questo dolore nasce nella sede della lesione del sistema somatosensoriale o nei neuroni dello stesso sistema. Viene percepito nel territorio della lesione nervosa e può essere spontaneo o evocato da vari fattori, come il tatto, il movimento, il freddo.Per il trattamento di prima linea del dolore neuropatico andrebbe raccomandato l’uso di antidepressivi triciclici, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina. Si agisce sui canali del sodio del sito ectopico con farmaci che bloccano i canali stessi e sulla sinapsi spinale con farmaci che bloccano i canali del calcio; farmaci in grado di inibire i neuroni centrali; antinfiammatori e corticosteroidi; interventi chirurgici per liberare il nervo leso da intrappolamento o con metodiche ablative per importanti nevralgie craniche; neurostimolazione pulsata temporanea o da neurostimolazione continua mediante impianti di neuropacemaker nello spazio peridurale o lungo il nervo periferico; campi magnetici generati da stimolazioni transcraniche continue (TDCS, transcranical direct current stimulation); cerotti medicati ecc..Le sfide per curare il dolore neuropatico sono davvero numerose e si prospettano per la ricerca scientifica grandi campi di applicazione come ad esempio il fiorire di studi sull’applicazione delle cellule staminali.L’evento ha il suo scopo fondamentale nel comunicare l’attuale stato dell’arte e nel trasmettere l’informazione della curabilità della malattia dolore. Allegato
6 04/10/2014 Low back pain: trattamento chirurgico e mini invasivo Le sindromi del low back pain rappresentano, senza dubbio, una delle esperienze più comuni dell’uomo tali da meritare un interesse di medici a differente professionalità: medico di famiglia, fisiatra, ortopedico, neurochirurgo e terapista del dolore. Da numerosi studi è stato messo in evidenza che questa patologia vertebrale è in costante aumento e ciò sembra collegarsi con il cambiamento delle abitudini di vita che la moderna civiltà impone, con il maggiore sviluppo di professioni che costringono a posizioni obbligate per lunghe ore e a condurre una vita sempre più sedentaria. Esistono situazioni enfatizzate che ricorrono frequentemente nella diagnosi eziologica delle lombalgie: è il caso dell’artrosi a cui fino ad ora si è dato troppa importanza e che ha costituito il capro espiatorio di molte patologie del rachide caratterizzate da dolore. Ormai è stato accertato che non esiste alcun parallelismo assoluto tra artrosi e dolore vertebrale: studi clinici hanno infatti dimostrato che gruppi randomizzati di lombalgici cronici non presentano una maggiore incidenza di anomalie radiografiche, invece pazienti che hanno anomalie radiografiche importanti non mostrano una maggiore incidenza di lombalgia rispetto ai controlli. D’altra parte non esiste in iter terapeutico omogeneo con una proliferazione di pratiche terapeutiche sia ufficiali che alternative, e questo ci dimostra la confusione di idee sorta intorno alla patologia della colonna vertebrale Allegato
7 15/04/2014 Low back pain: clinica, terapia e trattamento non invasivo Le sindromi del low back pain rappresentano, senza dubbio, una delle esperienze più comuni dell’uomo tali da meritare un interesse di medici a differente professionalità: medico di famiglia, fisiatra, ortopedico, neurochirurgo e terapista del dolore. Da numerosi studi è stato messo in evidenza che questa patologia vertebrale è in costante aumento e ciò sembra collegarsi con il cambiamento delle abitudini di vita che la moderna civiltà impone, con il maggiore sviluppo di professioni che costringono a posizioni obbligate per lunghe ore e a condurre una vita sempre più sedentaria. Esistono situazioni enfatizzate che ricorrono frequentemente nella diagnosi eziologica delle lombalgie: è il caso dell’artrosi a cui fino ad ora si è dato troppa importanza e che ha costituito il capro espiatorio di molte patologie del rachide caratterizzate da dolore. Ormai è stato accertato che non esiste alcun parallelismo assoluto tra artrosi e dolore vertebrale: studi clinici hanno infatti dimostrato che gruppi randomizzati di lombalgici cronici non presentano una maggiore incidenza di anomalie radiografiche, invece pazienti che hanno anomalie radiografiche importanti non mostrano una maggiore incidenza di lombalgia rispetto ai controlli. D’altra parte non esiste in iter terapeutico omogeneo con una proliferazione di pratiche terapeutiche sia ufficiali che alternative, e questo ci dimostra la confusione di idee sorta intorno alla patologia della colonna vertebrale. Allegato
8 19/10/2013 Il dolore vascolare L’ischemia critica degli arti inferiori o superiori presenta soluzioni difficili per quanto riguarda la rivascolarizzazione e quindi il dolore; un dolore trafittivo, continuo, di tipo nocicettivo/neuropatico. Oltre ai trattamenti farmacologici e/o chirurgici di rivascolarizzazione risulta di grande efficacia la stimolazione elettrica del midollo spinale. La riduzione del dolore dovrebbe permettere una migliore autonomia di movimento in modo che l’esercizio ed una mirata riabilitazione riattivino la circolazione ematica. La terapia del dolore permetterà: la risoluzione del dolore, la ripresa del riposo notturno, riduzione degli edemi, supporto alla chirurgia, guarigione delle ferite. Allegato
9 16/04/2013 La nevralgia del trigemino La nevralgia del trigemino è una sindrome dolorosa cronica, che causa episodi dolorosi intensi, sporadici e improvvisi, che possono durare pochi secondi come alcuni minuti. Tali attacchi possono avvenire in rapida successione e l’intensità del dolore può risultare inabilitante sia a livello fisico sia a livello mentale. Le cause precise della nevralgia non sono ancora note, ma è stato ipotizzato che l’attacco possa essere scatenato dalla pressione esercitata da un vaso sanguigno sul nervo nel punto in cui questo esce dal tronco encefalico. Questa pressione probabilmente causa il danneggiamento della guaina mielinica, la fascia protettiva che circonda il nervo. A sostegno di questa ipotesi, è stato osservato che questi sintomi possono comparire anche in pazienti con malattie neurodegenerative periferiche. L’approccio terapeutico al trattamento del dolore è multidisciplinare e comprende interventi farmacologici, di chirurgia microinvasiva e approcci complementari. I farmaci anticonvulsivanti, usati per bloccare il firing neuronale, sono spesso utili nel trattamento della nevralgia del trigemino. Tra questi ci sono la carbamazepina, il topiramato, la fenitoina, il clonazepam, la lamotrigina e l’acido valproico. Anche il gabapentin o il baclofene possono essere usati come coadiuvanti nel trattamento della nevralgia e possono essere somministrati in combinazione con altri anticonvulsivanti. Gli antidepressivi triciclici come l’amitriptilina o la nortriptilina vengono utilizzati quando il dolore viene descritto come “costante” o “bruciore”. Gli analgesici classici o gli oppiacei di solito sono scarsamente efficaci. Se i farmaci non riescono ad alleviare il dolore oppure producono effetti collaterali intollerabili, allora si può raccomandare l’approccio microinvasivo di neurolesione del ganglio di Gasser mediante radiofrequenza. Allegato
10 24/09/2012 Il dolore nelle radicolopatie cervicali: dalla clinica al trattamento La radicolopatia cervicale determina dolore al collo con irradiazione dolorosa od intorpidimento al braccio in corrispondenza della zona di innervazione di una specifica radice nervosa e spesso disturbi motori o sensitivi. Le cause sono molteplici: erniazione discale acuta, spondilosi cervicale, restringimento foraminale, ecc. Artrosi, protrusioni discali od entrambe le situazioni risultano essere la causa della radicolopatia nel 70% dei casi. Il dolore al collo associato a spondilosi è tipicamente bilaterale, mentre quello associato a radicolopatia è per lo più unilaterale. L’irradiazione dolorosa varia in funzione della radice nervosa interessata. L’assenza di dolore irradiato al braccio non esclude fenomeni di compressione nervosa. A volte il dolore può essere irradiato alla spalla. La terapia miniinvasiva è certamente la prima scelta da fare ad esempio: iniezioni steroidee perineurali (translaminari e traansforaminali epidurali, blocco selettivo del nervo), che possono a breve termine migliorare la sintomatologia radicolare. La nucleoplastica cervicale, trattamento mini-invasivo per le ernie cervicali, consente ai pazienti di evitare l’intervento chirurgico ed i rischi ad esso correlati, nonostante la chirurgia abbia comunque un elevato successo terapeutico; tale nuovo trattamento percutaneo consente di ridurre i rischi di danno muscolare, osseo, neurologico, parenchimale e vascolare rispetto al trattamento chirurgico convenzionale, oltre a diminuire notevolmente i tempi di degenza e di recupero del malato. Nell’ottica di un approccio terapeutico multidisciplinare si attuerà programma graduale di fisioterapia utile nel ripristinare la motilità e la funzionalità della muscolatura cervicale. Nelle prime sei settimane dalla comparsa del dolore possono essere praticati delicati esercizi motori e di stretching associati anche a calore, ghiaccio e stimolazioni elettriche. Una volta migliorata la sintomatologia dolorosa, può essere iniziato un graduale programma di stretching isometrico con successiva progressione verso esercizi di movimento attivi e di resistenza. Allegato
11 21/04/2012 Il dolore della spalla La spalla rappresenta l’articolazione più mobile del corpo umano e quella sottoposta anche a notevole impegno nell’arco della giornata. Si comprende quindi come il dolore alla spalla rappresenti circa il 16% di tutti i sintomi riguardanti il sistema muscolo-scheletrico, con il paziente che spesso arriva nell’ambulatorio del medico di medicina generale lamentandosi della difficoltà nel movimento e del dolore, soprattutto notturno. Tutte le persone possono soffrire di dolore acuto o cronico alla spalla, ma sono maggiormente coinvolti i soggetti anziani. I dolori persistenti però non devono essere considerati una normale componente dell′invecchiamento, anzi, devono essere curati per migliorare il più possibile la qualità della vita del paziente anziano. I pazienti con un dolore cronico alla spalla possono essere inizialmente trattati in modo conservativo, modificando dei movimenti articolari sbagliati, impostando una terapia fisica, utilizzando farmaci analgesici. Questo approccio fornisce spesso risultati soddisfacenti; tuttavia, se il trattamento iniziale non si traduce in un miglioramento clinico, uno specialista ortopedico dovrebbe essere consultato per definire in maniera più accurata la diagnosi specifica. A questo secondo livello, appartiene il trattamento chirurgico, con approcci diversi a seconda della compromissione che viene diagnosticata. Inoltre, accanto a queste procedure, il trattamento del dolore cronico della spalla si avvale anche di programmi multidisciplinari che combinano terapie mini-invasive: la neurostimolazione del midollo spinale cervicale (Spinal Cord Stimulation SCS), o il trattamento in radiofrequenza pulsata dei nervi periferici coinvolti nella trasmissione del dolore alla spalla. Questi diversi aspetti della spalla dolorosa verranno affrontati e discussi nel convegno, per offrire agli operatori sanitari e, soprattutto, al paziente sofferente tutte le possibili opportunità di risoluzione di questa debilitante sindrome dolorosa. Allegato

Dottore in Internet ho letto che....

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1 03/12/2019 primo descrizione primo

DIALOGHI IN FARMACOLOGIA MEDICA

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3 11/11/2014 La farmacovigilanza oggi Allegato
4 18/03/2014 La farmacovigilanza tra farmaci "vecchi e nuovi" Allegato
5 05/11/2013 I FARMACI BIOSIMILARI Allegato
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7 05/07/2012 Il carcinoma del colon retto, 2a parte Allegato
8 31/05/2012 Il carcinoma del colon retto Allegato
9 19/10/2011 Le insuline Allegato
10 14/04/2011 Gli ipoglicemizzanti orali Allegato
11 18/11/2010 Le eparine a basso peso molecolare Allegato